Devo a una carissima amica l'incontro con Nina Berberova. Era il mio compleanno. Mi regalò "
Il male oscuro".
All' epoca studiava russo all'università e stava imparando a conoscere autori di cui io, seppur a Lettere, non avevo ancora mai sentito parlare: Hrabal, Čapek, Hašek e tutto uno stuolo di incredibili voci dell'est.
Anni più tardi è stato il suo
Giunco mormorante (mi riferisco alla Berberova) a chiamarmi dallo scaffale di una libreria.
Non è la prima volta che mi capita... Fateci caso, i libri hanno una voce che chiama, bisogna solo essere pre-disposti ad ascoltarla e tendere l'orecchio. E così mi sono imbattuta nella consistenza scritta di quella che in me era solo una visione.
Nel corso degli anni ho fatto leggere queste parole a varie persone. Alcuni amici stretti con i quali condivido i ricordi, il tempo, le risate, la visione del mondo, altri con i quali semplicemente ed istintivamente mi sono sentita sulla stessa lunghezza d'onda senza null'altro condividere. In molti ci siamo riconosciuti, ciascuno a suo modo. Il difficile però, credo non sia coglierne l'essenza, ma riuscire a dargli vita nella propria vita.
"Fin dai primi anni della mia giovinezza pensavo che ognuno di noi ha la propria
no man's land, in cui è totale padrone di se stesso. C'è una vita a tutti visibile, e ce n'è un'altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell'etica, una sia morale e l'altra immorale, o, dal punto di vista della polizia, l'una lecita e l'altra illecita. Semplicemente, l'uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero, da solo o in compagnia di qualcuno, anche soltanto un'ora al giorno, o una sera alla settimana, o un giorno al mese; vive di questa sua vita libera e segreta da una sera (o un giorno) all'altra, e queste ore hanno una loro continuità.
Queste ore possono aggiungere qualcosa alla vita visibile dell'uomo oppure avere un loro significato del tutto autonomo; possono essere felicità, necessità, abitudine, ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la linea generale dell'esistenza. Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto o ne viene privato da circostanze esterne, un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non s'è mai incontrato con se stesso, e c'è qualcosa di malinconico in questo pensiero. Mi fanno pena le persone che sono sole unicamente nella stanza da bagno, e in nessun altro tempo e luogo. (...)
In questa
no man's land dove l'uomo vive nella libertà e nel mistero possono accadere strane cose, si possono incontrare altri esseri simili, si può leggere o capire un libro con particolare intensità, o ascoltare musica in modo anch'esso inconsueto, oppure nel silenzio e nella solitudine può nascere il pensiero che in seguito ti cambierà la vita, che porterà alla rovina o alla salvezza."
(Il Giunco Mormorante - Nina Berberova - Adelphi)